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MJ visto da un ragazzino di provincia

Per alcuni è solo un numero il 23.

Per altri invece ”Jordan” è solo un brand multimilionario.

Per altri ancora è solo una marca di sneakers.

Per pochissimi, è solo un giocatore di basket.

Per me invece, e non credo di essere solo, Jordan è un ispirazione.

Non è un idolo. No affatto, è umano e come tutti gli esseri umani hanno aspetti più o meno bui.

Non posso giudicarlo umanamente non l’ho conosciuto, ahime.

Ma le sue gesta, la sua ossessione per la vittoria, il suo muoversi su un campo da basket, il suo portare il mio sport preferito ad abbattere ogni barriera ha significato molto per me.

Forse, solo Iverson, per il suo cuore enorme, mi ha toccato ancor più significativamente.

MJ era quella silhouette da imitare quando schiacciavi sul canestro alto 1.50 da bambini.

Era quella lingua da fuori mentre provavi e riprovavi una giocata in camera da letto con il “canestro” immaginario tra l’angolo del muro e la porta aperta.

Lui era il tiro allo scadere che ognuno ha provato e riprovato nelle sessioni di allenamento.

MJ ha fatto sognare tutti, ha fatto credere a tutti che l‘impossibile diventasse possibile.

Che un ragazzino di provincia di una famiglia medio borghese senza grandi apparenti doti atletiche ma con tanta testa e determinazione potesse diventare un personaggio più famoso del papa.

Quando sulla linea della carità provavo a chiudere gli occhi e tirare, anche questo era un suo retaggio.

Da ragazzino , e anche da 25enne,scendevi in campo e che ci fossero 1 o 1000 persone, ti immergevi in un sogno.

Il sogno di giocare in NBA, di giocare dallo United Center e che il tuo nome fosse annunciato con il sottofondo di Sirius di Alan Parson.

MJ è stato il motore di uno Sport, uno Sport che si è fatto sogno per migliaia di ragazzini come me.

È stata un’icona.

Un’icona che nel bene e nel male, che ci piaccia o meno, ha cambiato la società e il basket.

Si ,perchè ,seppur diverse volte non si è mai esposto e “sporcato” le mani, questa è la maggiore critica che fanno e facciamo a lui, ha cambiato la comunità black in America e non solo.

Se ce l’ha fatta lui, allora anche io, o tu, o quel ragazzino di quel sobborgo può farcela.

Può giocare a basket e diventare miliardario.

È stato quel ragazzino piccolo magro ed esile che è diventato imprenditore di se stesso.

Aprendo la strada dei testimonials sportivi.

Oggi compie 60 anni una persona che ha cambiato per sempre la mia Vita.

E forse, solo chi ha giocato a basket da toddler o teenager tra il 1986 e il 1998 può capire quanto il suo perfezionismo e la sua ossessione abbia spinto milioni di ragazzini a sudare e migliorarsi.A provare e riprovare tutti i suoi movimenti.

Molti di quei ragazzini, tra cui io, non ce l’hanno fatta a calcare quel parquet NBA tanto agognato.

Non fa nulla.

Ma quel sogno ci ha cambiato per sempre!

Auguri MJ, e non preoccuparti.

Come dicevi in un famoso ”commercials” di qualche anno fa, Non è colpa tua.

Non ci hai fatto credere che fosse facile,

Ci hai fatto credere che fosse possibile.

È merito tuo.

Grazie, un ragazzino di provincia che sognava l’NBA.

F. ❤️



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