• Viktor T

EdUtAiNmEnT / Ep.1

“Dimmi e io dimentico, mostrami e io ricordo, coinvolgimi e io imparo”. Ci eravamo lasciati così l'ultima volta.....

"Perchè l'edutainment, inteso come approccio a tanti ambiti dell'azione e dell'espressione umana - anche e soprattutto quello artistico che ci interessa - dovrebbe essere funzionale e utile? Perchè dovrebbe essere adottato come metodo educativo? e da chi?" Queste sono state le domande che mi sono rivolto riflettendo sulla questione, sul perchè e come scrivere questo episodio del nostro blog. E le risposte che mi sono dato sono state abbastanza semplici e immediate, anche se non scontate, per quanto possano sembrarle. E questo è il paradosso della nostra epoca. Viviamo in un mondo che cambia alla velocità della luce, e che viaggia molto più velocemente di quanto le generazioni riescano a stargli dietro. Un divario di 10 anni di età oggi conta molto più di 50 anni fa: assistiamo ogni giorno o quasi a scoperte di nuove tecnologie, sentiamo sempre più spesso parlare di i.a., e anche l'attitudine e l'approccio al lavoro sono cambiati. Le generazioni passano nel giro di molti meno anni.

E' cambiato il modo di andare a scuola, di fare sport, di ascoltare musica, di relazionarsi con il mondo. E quindi è cambiato il modo di relazionarsi con l'altro e con il sè.

Abbiamo affidato tante nostre operazioni e una buona fetta della nostra vita all'elettronica. E forse ci siamo dimenticati un pochino di far andare di pari passo i progressi dal punto di vista sentimentale, etico, morale, spirituale. Io, dal mio piccolo, penso che l'applicazione di edutainment serva proprio per questi motivi, e sia la chiave di un nuovo modo di fare le cose, per "tornare avanti", riscoprendo i valori senza rinunciare ai comfort, con una nuova e più ampia prospettiva. A livello scolastico, introdurre il gioco come metodo di apprendimento sarebbe doveroso oltre che utile. In un epoca in cui proprio a causa del "distanziamento sociale" (che non è causato solo dal covid!!!) e della tecnologia digitale ci troviamo ancora a fronteggiare il razzismo, la non accettazione dell'altro su base di nazionalità, sesso, colore della pelle, religione, a volte anche status sociale, e la non accettazione del sè - sperso in un mondo sempre più individualista e conflittuale - formare le nuove generazioni attraverso il gioco permetterebbe agli "uomini del futuro" di vedere le cose con una prospettiva nuova, più semplice ed immediata. Nel gioco ci si scambia ruoli, ci si deve immaginare e immedesimare in una situazione estranea, e ciò forza e causa la comprensione dell'altro attraverso il sè, e viceversa, in un modo quasi impercettibile, senza forzatura, perchè veicolato da un divertimento.

In una società multietnica, multicolore, multiprospettica, dalle molteplici sfaccettature, dove la differenza dovrebbe rappresentare sicuramente un punto di forza, ma che troppo spesso oggi è ancora un punto critico, aprirsi all'altro è necessario.

"Every time I hear the crack of a whip

My blood runs cold

I remember on the slave ship

How they brutalize the very souls Today they say that we are free

Only to be chained in poverty

Good God, I think it's illiteracy

It's only a machine that makes money

Slave driver, the table is turn"..... Questa canzone di Marley, a quanta attualità si potrebbe connettere oggi? Quanti stimoli potrebbe dare per approfondire diversi argomenti? In quanti ambiti? Storia, Sociologia, Economia, Politica, Letteratura, Lingue, ecc ecc... Non voglio vaticinare, non voglio apparire come un professorino senza titolo, credo semplicemente che se chiunque operi nel settore dell'intrattenimento così come chi opera nel settore dell'educazione cercassero di incontrarsi a metà strada, introducendo gli uni nel proprio operato alcune dinamiche dell'operato degli altri, si potrebbe costruire una società migliore. E la musica potrebbe fare da ponte. La decadenza culturale ed educativa va di pari passo con quella delle espressioni artistiche: periodo triste produce musica triste, pitture tristi, opere teatrali e letterarie tristi. Se è vero che “Tempi avversi creano uomini forti. Uomini forti creano tempi tranquilli. Tempi tranquilli creano uomini deboli. Uomini deboli creano tempi avversi" ed è vero che questi sono tempi avversi, gli uomini del futuro saranno uomini forti. Aiutiamoli ad aiutarci e ad aiutarsi.

Ho sempre creduto che la musica fosse lo strumento più potente da poter utilizzare nella prospettiva dell'edutainment, e ne ho fatto insieme al mio collettivo Psalm, una filosofia guida per le nostre proposte musicali e per le nostre proteste sociali. Suonare (strumenti, giradischi, mixer e campionatori) è un pò come giocare. Non a caso in inglese c'è un solo verbo che traduce i corrispettivi italiani ed è "to play". Ma anche assistere ad uno spettacolo musicale è un pò un gioco: come nel gioco ti lasci prendere dalla situazione, ti fai trasportare dalla vibrazione e dal divertimento, sempre però "secondo le regole del gioco" stesso. Penso che per godere di una serata musicale o danzante occorra trovare il giusto equilibrio tra energia, vibrazione, "gioco", spirito da una parte e mente, ragionamento, comprensione, "regola" dall'altra. Capire come è fatta una canzone, cosa dice, cosa raccontano le sue liriche, che corde tocca e intende toccare nel pubblico, non è cosa facile, tanto quanto lo sforzo di chi la produce e crea. "One good thing about music, when it hits you feel no pain" diceva il grande Robert Nesta Marley; "Una cosa buona della musica, quando ti colpisce non senti dolore"... Usiamo la musica per colpire, e cambiare ciò che di malvagio e dannoso esiste ancora oggi fuori e dentro di noi. "We gotta make a change

It's time for us as a people to start makin' some changes

Let's change the way we eat, let's change the way we live

And let's change the way we treat each other

You see the old way wasn't working so it's on us to do

What we gotta do, to survive" - Tupac Shakur / Changes


Pace, Amore, Unità e Divertimento. A tutti.

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