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Genitorialità bis.

Il momento storico è quello che è.

Crisi sociale, crisi politica, crisi di valori.

Ovviamente tutto questo si ripercuote anche nella famiglia.

Ecco allora anche la crisi demografica.

Quello che porta al concepimento di un figlio/a non è sempre una valutazione ponderata e razionale.

Anzi.

Sono l'espressione dell'Amore.

Un sentimento che si manifesta.

Sono il punto di inizio di un progetto di Vita più ampio.

Da due si inizia a ragionare in gruppo.

E' una vocazione.

O la si sente o no.

E non condanno le scelte di nessuno.

Perchè ognuno fa e sente quello che crede meglio in cuor suo.

Anche perchè ad essere genitore non si è mai pronti.

Ma quando arriva un dono.

Non si può far altro che rendere onore.

Si.Decisamente.

I figli sono doni.

Il primo ti cambia la vita. Si dice.

Il primo rappresenta l’emozione.

La pancia.

Il cuore.

L’istinto.

L'adrenalina dell'ignoto.

La paura e quel tocco di irrazionale splendore.

C’è tutto l’amore della prima volta e con esso anche tutte le paure.

Non posso ancora bene esprimere tutte le sensazioni della seconda esperienza genitoriale, ma sono diverse.

Il secondo è più razionale.

Il secondo ti dona consapevolezza.

Ugualmente ma diversamente bello.

Il cervello.

La ragione.

La piena sensazione di essere genitore.

Un percorso diverso.

Sin dal concepimento.

Sin dall’attesa.

Con il secondo dono si va più di corsa.

C’è il primo che ci assorbe.

Proviamo sempre a vivere il presente ma c’è meno tempo.

Meno intimità tra i genitori.

Ma c’è anche più sintonia.

C'è sinergia.

C’è maggiore unione di intenti nel ritagliarsi attimi.

I Respiri.

Apprezzare i calci, i movimenti nel pancione.

Preparare il primo figlio/a al nuovo arrivato.

Si rompono equilibri vecchi per ricostruirne uno nuovo.

Più solido.

Poi ognuno vive le esperienze e le emozioni secondo il personalissimo essere e grado di sensibilità.

Si prova e riprova.

Si sbaglia e si impara.

Non c'è bacchetta magica o corso di formazione.

Ci si lascia guidare dalla propria coscienza, dalle proprie emozioni e sensazioni.

Ma il minimo comun denominatore di noi genitori è "il non sentirsi" mai grado, mai all'altezza di questo Dono che hai ricevuto.

C'è la certezza di sbagliare, qualsiasi scelta farai.

L'importante è ricordarsi che i nostri figli/e non sono "noi".

Si perchè i figli/e, come ha detto Gibran, non sono “nostri/e”.

Sono un' espletazione dell’Amore tra due esseri viventi.

Possiamo dar loro gli strumenti e le valutazioni migliori che possiamo.

Ma loro seguiranno il loro istinto e il dispiegarsi dei loro errori forgerà la loro strada.

Loro sono i figli della Vita.

Allora non posso far altro che dire:

"Grazie Vita"

f.❤️



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