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Giorno 11 - Tu di che sogno sei.

Aggiornato il: apr 6

Domenica 22 marzo, una seconda domenica in quarantena.

Ci stiamo abituando a questa vita, a questo isolamento sociale che forse ci porterà a sconfiggere questo maledetto virus.

Oggi mi sono svegliato con un pensiero fisso in mente, un pensiero che ho condiviso, come spesso mi capita di fare, con le persone che ho intorno.

Una domanda che mi è balenata così, nella mente, come un fulmine a ciel sereno, pensando alla "normalità" di un paio di settimane fa.

Ora le testimonianze ci raccontano dei tanti disagi, dei traumi e dei lutti che molte persone stanno vivendo in questa situazione.

Persone sole in casa a km di distanza dalla propria famiglia, dai proprii amici.

Persone chiuse in bnb perchè si sono messi in quarantena forzata per tutelare i propri cari.

Persone che sono isolate in casa in quarantena perchè hanno un familiare contagiato e sono costrette a rinchiudersi.

Queste, vi assicuro, sono testimonianze reali e vere, che ho potuto ascoltare da i diretti interessati, ma di cui per privacy non faccio nomi.

Non sono fake news, non sono post di facebook condivisi numerose volte, per poi scoprire essere baggianate. No!

Sono solo alcune delle vicissitudini che tanti, purtroppo, sono costretti a vivere.

Ma oggi è domenica e come detto prima, un barlume di speranza mi è apparso sotto forma di domanda, non solo per le tendenze migliorative dei dati della protezione civile, purtroppo è ancora troppo presto per scaldarsi e farsi prendere da aspettative solari.

La speranza in cuore ed il sorriso sul volto mi sono spuntati ponendomi una semplice domanda:

"Qual è la prima cosa che farò, appena fuori da tutta questa situazione?"

Uhm...."Bella domanda" mi sono subito risposto successivamente.

Si, ammetto che sembra il dialogo di uno psicopatico, ma vi assicuro che è andata esattamente cosi.

Qualche giorno fa, un mio amico mi ha detto che appena passerà tutto ciò, abbraccerà tutto e tutti, persino i pali della luce (Lol).

La mia prima risposta, invece, è stata “prendo mia figlia e mia moglie, vado a fare una bella camminata in centro, a Bologna, precisamente in piazza Maggiore.

Sarà bellissimo vedere la piazza riprendere vita, la piazza sempre movimentata che mi ha accolto e incantato al primo sguardo, quasi 5 anni fa, quando mi sono trasferito qui.

Magnifico sarà vedere le persone camminare fianco a fianco senza più mascherine.

Già immagino persone che ritornano a parlare tra di loro, senza dover essere ad un metro di distanza.

Vedo già i soliti due vecchietti sotto braccio, in stile "umarell", osservare il cantiere di san Petronio, parlando di politica e lamentandosi che questi lavori vanno avanti da troppi anni.

Osservo il solito pazzo in bici che urla al complottismo delle case farmaceutiche e della politica offendendo i passanti attoniti.

Oppure gli schiamazzi dei bambini che si rincorrono in bici considerando il "crescentone" come una pista di MotoGp.

Sento il profumo del cibo proveniente da tutti i piccoli vicoli laterali della grande piazza, via Pescherie Vecchie, via Orefici, via Clavature, via de' Musei.

Ascolto già la soave melodia dei musicisti di strada riproporre qualche canzone di Lucio Dalla oppure qualche hit da radio mainstream raccogliendo pochi spiccioli dai passanti.

Ecco, ho chiuso gli occhi per un istante ed ho rivisto la mia città nel suo splendore.

Tutto com'era, tutto come vorrei fosse di nuovo dopo tutto questo caos.

L'unica cosa che vorrei vedere cambiato è in tutti noi la mentalità.

Un approccio diverso, uno spirito di comunità più solido, un senso di solidarietà radicato.

La cancellazione dalla nostra società del capitalismo, del consumismo e della globalizzazione che tutto ha fagocitato, portandoci sull'orlo del baratro e consumandoci dall'interno.

Proprio come questo virus.....

e voi, invece, di che sogno siete?


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.

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