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Giorno 13 - Lockdown-versary

Aggiornato il: apr 6

Martedì 10 Marzo, inizia l'isolamento per tutti i cittadini. L'Italia è in lockdown.

Il primo nella storia della Repubblica.

La più grande limitazione alle libertà individuali sancite dalla costituzione.

Si fermano le aziende (quasi tutte), si fermano gli individui.

Come in guerra, una guerra per il bene e la sopravvivenza del sistema sanitario nazionale vessato dal Covid-19, e sfiancato da anni di definanziamenti politici.

Tutti noi all'inizio brancoliamo nel buio, nessuno è preparato ad un lockdown, nessuno, per fortuna, ne ha vissuto prima uno.

Ricordo precisamente quei momenti, la concitazione, i brividi, l'incertezza, la paura.

Sembrano passati mesi, in realtà è poco, molto poco.

2 settimane, freschi ricordi.

Oppure troppo, davvero troppo, dipende dal punto vista.

In due settimane può accadere tutto ed il contrario di tutto, nel mondo frenetico che conosciamo, o conoscevamo.

Comunque sia, oggi sono esattamente due settimane.

Non pensavo sarebbero trascorse, almeno all'inizio.

Non avevo idea di quello che avrebbe significato vivere in isolamento sociale, né tantomeno ero convinto che potesse durare per più di 2 settimane.

Ingenuo, direte voi.

Beh si, forse.

Oppure solo fottutamente ottimista. E' nella mia indole.

Ad ogni modo siamo sopravvissuti, al momento.

Purtroppo non tutti, 6820 persone non sono più tra noi per questo infame virus.

Abbiamo stretto i denti, con rispetto, ci siamo rimboccati le maniche nonostante lo sconforto e l'ansia.

Abbiamo riscoperto un nuovo modo di vivere le 24 ore di una giornata.

Seppur ciò ci ha portato a litigare e discutere maggiormente con mogli, fidanzate, padri, madri, persone conviventi nel nostro piccolo, e quanto mai, ristretto spazio vitale.

La casa.

Con rispetto ci siamo chiusi negli appartamenti ed abbiamo obbedito.

Nonostante lo scetticismo ed una riluttanza iniziale.

Non l'avrei mai detto, ma siamo stati solidali e civili.

A parte i casi dei soliti balordi irresponsabili di cui abbiamo sentito parlare.

E questo mi rende orgoglioso, in fondo.

Anche a me, che non ho mai avuto uno spiccato senso patriottico.

Inoltre, le tendenze degli ultimi giorni ci fanno ben sperare, e ci fanno proiettare al domani come un tempo meno remoto di quello che possiamo pensare.

A un domani in cui potremo tornare per strada, tutti, senza limitazioni ed urlare al mondo come sia bella la vita.

Questo domani non sappiamo quando avverrà e fra quanto accadrà.

Non lo so io, che sono l'ultimo arrivato.

Non lo sa Domenico Arcuri, non lo sa Angelo Borrelli e non lo sa nemmeno il premier Giuseppe Conte.

Può essere tra 7 giorni, può essere tra 30 giorni,

può essere tra 2 mesi.

Quello che ormai so, è che a suon di 2 settimane per volta, il tempo passerà.

A casa.

E così, come abbiamo imparato a convivere nelle nostre case, a sopravvivere isolati e a investire il nostro tempo con giusto proposito, impareremo ad avere pazienza.

2 settimane, poi ancora 2 e poi ancora 2 settimane...

il tempo trascorrerà veloce ed inesorabile e quel domani, che oggi tanto agogniamo e desideriamo, arriverà.

Daltronde non può piovere per sempre, no?

Ma intanto, con felicità nel cuore e ringraziando il Signore, festeggio, con la mia famiglia, i miei cari, i miei amici, i miei libri e la mia musica, queste due settimane trascorse in distanziamento sociale.

Anche se solo virtualmente, distanti fisicamente ma uniti con il cuore.

Perchè ieri, oggi e per sempre, nonostante tribolazioni, dolori e sofferenze, la Vita è e rimane una magnifica sorpresa.

Anche in Lockdown.


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.






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