• fahbro

Giorno 20 - Differenze

Aggiornato il: apr 6

Da sempre nelle difficoltà viene fuori il meglio ed il peggio di ognuno.

Questa pandemia non fa eccezione.

Negli ultimi giorni, i dati italiani sembrano avere una curva lentamente, molto lentamente, in discesa.

Questo sembra poterci far sperare di vedere presto (forse ancora un altro mese) la luce dopo quest'immane tragedia.

A far preoccupare di più al momento è l'impatto del Covid-19 in altri paesi dell'Unione Europea, in particolar modo in Spagna, Francia, Inghilterra e Germania.

Però onestamente, più di qualsiasi dato, quello che mi ha toccato particolarmente tra ieri ed oggi sono due notizie giunte dall'estero.

Due azioni diametralmente opposte che hanno confermato ancora una volta come si possa scegliere da che parte stare, anche in emergenza pandemica.

Le scelte che facciamo ridefiniscono non solo noi stessi, ma anche il futuro, la Storia, con la S maiuscola, che verrà tramandata e ricordata ai posteri.

Da un lato, l'azione estremamente fascista e dittatoriale di Viktor Orbàn.

Approfittando dell'emergenza coronavirus, il primo ministro ungherese con la legge d'emergenza, votata da ben 137 parlamentari, potrà a tempo indeterminato governare per decreti.

Questo in soldoni cosa implica?

Innanzitutto che il primo ministro potrà chiudere il Parlamento quando lo ritiene opportuno e comodo; chiunque verrà accusato di diffondere fake news (sempre a discrezione di Orbàn) potrà essere condannato a pene più severe; potrà anche cambiare leggi in vigore già in precedenza senza nessuna votazione parlamentare, finanche cancellare e rinviare qualsiasi elezioni.

C'è qualcosa di peggiore?

Si in effetti si, l'unico che potrà decidere quando avrà fine l'emergenza, e quindi riportare alla normalità il Parlamento è lo stesso primo ministro sovranista.

In pratica una vera e propria dittatura in piena emergenza Covid-19.

E l'Europa nel frattempo sta solo a guardare, sebbene abbia altri problemi al momento (ma anche questo non è da poco).

Diciamo che molti popoli europei, compresi noi italiani, per l'emergenza hanno accettato di limitare diritti fondamentali e libertà acquisite per il bene e la salute pubblica.

Si, ma SOLO temporaneamente.

In Italia massimo sei mesi, in Francia due mesi, in Inghilterra massimo due anni, seppur con modalità e sfumature di gran lunga diverse.

Il problema è che questa mossa di Orbàn, viola ogni diritto garantito ed è una pericolosissima svolta sovranista, fascista e dittatoriale.

Consiglierei, da comune cittadino, all'Unione Europea che non è una situazione da prendere proprio sottogamba.

Diametralmente opposto, sia da un punto di vista politico ma sopratutto umano, l’altra cosa che mi ha colpito è la misura presa dal Portogallo.

Infatti i lusitani, hanno deciso di regolarizzare tutti gli immigrati e i richiedenti asilo che avevano già fatto domanda fino al 1 Luglio 2020.

Questa mossa del governo di Lisbona ha dato una grande dimostrazione di umanità e del tanto decantato slogan da pandemia: "Siamo tutti sulla stessa barca".

Grazie a questo intervento dello Stato, tutti gli stranieri potranno aver accesso regolarmente a servizi sanitari e finalmente cercare un lavoro non in nero o affittare un'abitazione non in nero.

La decisione di tutelare tutti, anche e soprattutto i più deboli ed esposti, non solo è un gesto di dignità ma anche di lungimiranza notevole.

In una pandemia che galoppa, sarebbe gravissimo per una nazione dover affrontare non solo lo stesso virus ed il collasso sanitario da esso causato, ma anche un'eventuale emergenza di vastità immensa di contagi tra immigrati.

Tutelare i derelitti, i disperati, i poveri, gli stranieri, gli ultimi, significa tutelare l'intera comunità, l'intera società, l'intera nazione.

È necessario più che mai tutto ciò in una tal emergenza....ma sarebbero anche necessari un pò di umanità, buon senso e buona politica, no?

Vorrei tanto domandarlo a certi governanti e politicanti.


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.

33 visualizzazioni1 commento

©2019 di fahbro.com.