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Giorno 29 - Anziani

All'interno di questa immane tragedia chiamata pandemia c'è un ulteriore massacro.

Un massacro tutt'altro che silenzioso, anzi, è sotto gli occhi di tutti.

Questo virus infame colpisce soprattuto adulti ed anziani.

È un eccidio vero e proprio se si pensa che secondo i dati oltre il 42% delle vittime da coronavirus avevano tra gli 80 e 90 anni, oltre il 32% invece tra i 70 e i 79 anni.

La nostra società sta patendo decessi di anziani come mai prima.

Stiamo perdendo ricchezza, stiamo perdendo un patrimonio.

Queste persone anziane, spesso nonni o bisnonni, custodiscono il tesoro della società, la famiglia.

Sono le persone che all'interno della famiglia vengono delegate, per tradizione e uso, alla gestione dei nipoti, cioè alle generazioni di domani.

I nonni sono per due volte genitori e si trovano per due volte ad educare le generazioni del domani, figli e nipoti.

Gli anziani sono le ultime generazioni che conservano sani e preziosi ricordi di tempi andati.

Tempi che sembrano remoti, ma così lontani non sono.

Tempi dove sicuramente c'era meno benessere, ma v'era decisamente una società più in salute .

Gli over 70 sono le ultime generazioni ad aver vissuto la Seconda Guerra Mondiale anche se per pochi anni, oppure ad averne vissuto gli strascichi.

Loro hanno vissuto il trentennio glorioso (1945-1973) in cui il mondo sembrò cambiare volto rialzandosi dalla guerra.

Ricostruzione post bellica che implicò anche una ristrutturazione della società e dei suoi valori, il cambiamento industriale con la produzione in stile "fordista" e la catena di montaggio, e le politiche di intervento keynesiane.

Hanno vissuto la grande crisi del petrolio del '73 e l'instabilità politica degli anni 80.

Il virus ci sta portando via parte della memoria storica del nostro paese, ci sta portando via il supporto alle nostre famiglie.

Sì, gli anziani sono la memoria della società, ne conservano i passaggi e l'evoluzione (o l'involuzione nda). Purtroppo, spesso sono dimenticati o abbandonati a loro stessi.

Con soluzioni di comodo, come le case di riposo, li scarichiamo via dalle loro case, perchè non abbiamo tempo per prendercene cura. La società va troppo di corsa per poter prendere in considerazione loro che invece hanno tempi più dilatati ed esigenze crescenti.

Loro che hanno dedicato tempo e denaro alla nostra formazione o quella dei nostri genitori.

Poi li abbandoniamo così, a loro stessi.

Questa pandemia ci ferisce proprio dove siamo più forti e deboli allo stesso tempo.

La forza è il valore degli anziani nella società, la debolezza è la loro cagionevole salute.

E quando questo virus colpisce proprio loro, i più deboli e debilitati, noi proviamo ad accettare la morte solo perchè sono al tramonto della vita.

No, non ci sto a questo ragionamento cinico e senza cuore, senza anima, senza sentimenti.

Un ragionamento che pone su due livelli persone solo in base all'età.

Io non ho avuto la fortuna di conoscere i miei nonni, ma le mie nonne si.

Purtroppo non ho la fortuna di averli ancora.

Ho avuto però la fortuna di non vederli morire in un letto o una casa di riposo per un virus, il Covid-19, che debilita fino allo sfinimento, fino a portarli via per sempre.

Almeno ora conserviamo quel poco di briciolo di dignità e rispetto di cui siamo capaci.

Restiamo umani, perchè questi anziani sono persone, individui che percepiscono, sentono, amano, piangono, soffrono anche se non sempre lo danno a vedere, anche se delle volte lo fanno in silenzio e nella loro solitudine.

Perchè con questi anziani, quando muoiono, muore anche un pezzo della nostra Storia.


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.



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