• fahbro

Giorno 4

Aggiornato il: apr 6

La prima domenica di pandemia.

Stento ancora a crederci, tutte queste nuove abitudini, l'isolamento sociale come prevenzione.

Purtroppo è ciò che viviamo e a cui dobbiamo abituarci a lungo.

Non avrei mai detto che la mia prima figlia avrebbe vissuto un'esperienza del genere.

In effetti probabilmente lei non se ne accorge nemmeno di ciò perchè avendo pochi mesi ancora non ha la consapevolezza totale quello che le accade intorno.

Il suo mondo ruota tutto attorno al padre ed alla mamma, soprattutto, e questo le basta.

Ma sono io che penso ad un futuro, in cui dovrò raccontarle i suoi primi mesi di vita e ricordare di quando abbiamo dovuto cancellare le nostre ferie per questo virus.

Narrarle di come passavamo le giornate in casa e per timore, non poteva nemmeno godere del fioco sole di un risveglio primaverile che sembra non voler voltare le spalle ad un inverno che non c'è stato.

Già, a memoria mia personale, non ricordo un'annata senza inverno come questa.

Eh si oltre al virus abbiamo anche il global warming.

Le potrò raccontare anche di come l'umanità assetata di consumismo e profitti, ha logorato la splendida natura perfetta del creato.

In realtà, nemmeno io avrei mai previsto, di passare la mia prima paternità da recluso in casa per un virus che minaccia tutti gli esseri viventi.

Purtroppo non sempre la realtà è come l'abbiamo immaginata.

Guardando al futuro non vedo troppe prospettive se queste sono le premesse.

Però.....Si per fortuna c'è un però e c'è n'è sempre uno, un motivo per alzare lo sguardo ed essere confidenti.

Non so io, come nessuno di certo, il perchè di questo virus, di questo male,

ma come ogni tribolazione passata, sono certo che quest'esperienza sarà la molla del cambiamento.

Possiamo risorgere dalle "ceneri" di una società malata, una società dopata dal capitalismo, una società il cui unico obiettivo è correre per accaparrarsi tutto il possibile.

Una società dall'accumulo compulsivo, come fossimo criceti in gabbia sulla ruota.

Correre correre correre, ma senza un metà, una destinazione.

Ed invece ora, nelle nostre case, abbiamo la possibilità di riscoprirci, di reinventarci, e di pensare al domani.

Saremo, appena passerà questa infima pandemia, gli attori di una nuova società, iniziamo sin da subito a concepire il cambiamento che vogliamo interpretare domani.

Siamo sempre confidenti che il bene vinca sul male, e la vita trionfi sulla morte e devastazione.

Sarò un sognatore ma, per favore, oggi, almeno oggi lasciatemi sognare ad occhi aperti.


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa. RESTIAMO UNITI. F.

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