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Giorno 40 - Salviamol'a(rte)

Un altro giorno in pandemia.

Un giorno passato in isolamento.

Senza vedere nessuno.

Senza poter abbracciare o scambiare una stretta di mano.

È stato un giorno uggioso qui a Bologna.

Anzi credo che nella gran parte d'Italia sia stato così.

Non ho potuto nemmeno godere in pieno dei piccoli piaceri di "libertà" concessi nonostante il Coronavirus.

La passeggiata con il cane per i bisogno e la camminata con mia figlia.

Persino questa "ora d'aria" è stata impossibile viverla in pieno.

Con il cane due passi veloci, per mia figlia, invece, abbiamo dovuto rimandare a domani, speriamo.

Con la pioggia non si possono fare altre attività quindi tutto rimandato.

Allora mi sono seduto a pensare a tutto il mondo dell'arte, dello spettacolo, della musica.

Un mondo a cui tengo particolarmente, ma che purtroppo non viene preso molto in considerazione quando parlano di crisi e di ammortizzatori sociali per questo settore.

Basti pensare a tutto l'indotto lavorativo ed economico di questo grande campo.

Non ci soffermiamo solo alle grandi star del teatro, della musica e del cinema,

non ci soffermiamo solo ai grandi eventi o le grandi fiere e mostre.

Proviamo a guardare il settore da un punto di vista più ampio.

Stiamo parlando di un grande indotto economico ma soprattutto un ampio numero di persone coinvolte.

Perciò trovo ed ho trovato sterile le polemiche su Tiziano Ferro ed il suo intervento a "Che tempo che fa".

Si, forse sono arrivato un pò in ritardo sulla polemica social scatenata all'indomani della messa in onda del programma.

Ma ho avuto un tantino da fare....e poi oggi il pensiero mi ha portato a questa riflessione.

La polemica è la solita commedia italica.

Nel senso che ovviamente ci sono priorità e altre problematiche principali da risolvere, ma anche l'arte merita la sua dignità, anche l'arte merita di avere delucidazioni sul futuro.

Non rivolgiamo solo il pensiero ai "ricchi" cantanti, rapper, attori, registi ecc...

Intorno al settore "artistico" su menzionato ci sono migliaia di tecnici, addetti ai lavori, manager, addetti stampa, promoters, magazzinieri, runners, agenzie di ticket, aziende di service.

Sono proprio loro, i più deboli, a subire le conseguenze peggiori di questo lockdown e l'incertezza di eventuali riaperture.

Queste persone hanno per la maggior parte contratti a tempo determinato (es. per un singolo evento) oppure a provvigioni o a commesse.

Io ho numerosi amici nel settore disperati per questo stallo e posso solo immaginare cosa significhi vedere il proprio settore, non solo paralizzato, ma anche poco considerato in una pianificazione di aiuti e sostegno da parte del governo.

Non sto parlando di riaprire concerti, musei e locali da domani.

Assolutamente.

Parlo solo di supporto perchè l'arte è una ricchezza.

L'arte è cultura.

Ah, dimenticavo, per favore non parlatemi di streaming di "concerti" o tour virtuali di mostre come "soluzioni" alternative.

L'arte è un'esperienza multi sensoriale e non può essere vissuta dietro ad uno schermo.

L'arte necessita di sostegno e di aiuto concreto.

Esattamente come tutti gli altri settori.


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.

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