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Giorno 50 - Maschere e Mascherine

Aggiornato il: mag 1

Ci avviciniamo al periodo più difficile.

Un momento in cui tutti dovremo fare la nostra parte.

Non sarà facile perchè avremo tutti una voglia incontrollabile di uscire, aggregarci, fare socialità.

Ma purtroppo non sarà possibile farlo, non sarà possible riabbracciarci, baciarci.

Nemmeno sarà possibile stringerci la mano.

Quanto mi mancano anche le pacche sulla spalla oppure anche solo un high five o un fist bump.

Sembrano dettagli, inezie, ma non lo sono.

In questi giorni ho acquistato anche delle mascherine in tessuto per evitare di sprecare ed inquinare costantemente con quelle usa e getta chirurgiche.

Non servono a granchè, come quelle chirurgiche d’altronde, ma almeno sono un deterrente, un minimo di protezione nei confronti del prossimo.

Ma magari sono solo una protezione dovuta dal nostro condizionamento mentale, nulla di più.

Con estremo sconforto ho notato la reazione di mia figlia nel vedere queste mascherine.

Ovviamente la piccola, che già di per sè è molto diffidente verso il prossimo, nelle passeggiate quotidiane, quando vede qualcuno con una mascherina avvicinarsi troppo a lei o a noi, inizia a piangere.

Posso immaginare la sua sensazione di spavento nel vedersi di fronte qualcuno che nasconde e cela il suo volto.

Da sempre la maschera è stato un apparecchio utilizzato per camuffarsi, non rendere facile il proprio riconoscimento.

Nella nostra società si è sempre parlato di maschere che ognuno indossa nella propria quotidianità.

Ma non sono maschere "fisiche", fatte di cartapesta, tessuto o plastica.

Bensì sono maschere sociali che ognuno indossa per apparire come vuole, nascondendo qualche propria paura o difetto.

Per celare una propria debolezza o apparire migliore.

Ripenso a mia figlia e a tanti come lei, che purtroppo, consapevoli o meno, saranno costretti a vedere il prossimo con le maschere, non solo quelle fittizie sociali per proteggere il proprio "io" ma anche quelle fisiche per proteggere la propria salute.

Questi nostri bambini saranno costretti a vedere troppo spesso anche in pubblico, noi, i loro genitori, con una maschera in viso.

Alcuni di questi piccoli, saranno anche loro costretti ad indossare delle mascherine.

Una maschera che può ripararci, tutelarci e tutelarli.

Ma che purtroppo cela sorrisi ed espressioni del viso che spesso, troppo spesso, dicono più di mille parole.

E altrettanto spesso ci comunicano molto più di lunghi discorsi vuoti.

Che tristezza questi sorrisi celati. Continueranno a vivere sotto le maschere ma purtroppo rimarranno come parole non dette, o dette a metà.

Ne avremo il sentore, ma non potremo apprezzare in pieno il valore.


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.




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