• fahbro

Giorno 7

Aggiornato il: apr 6

Oggi non voglio parlare del Coronavirus, sono stanco.

Stufo di dati che scorrono nei notiziari, notizie che girano sul web, del bollettino quotidiano

che sembra essere un report di guerra.

Oggi voglio scrivere di qualcosa che mi sembra avere un tocco magico, come se fosse giunto da un mondo passato, mondo quasi dimenticato o celato nel profondo dei ricordi.

Il profumo del pane sfornato, del pane fatto in casa.

In questi giorni, almeno nel mio palazzo, dove sono isolato come tutti, si diffonde sempre più spesso l'odore del pane, friabile e croccante, fatto in casa.

Questa esperienza ha fatto riaffiorare in me memorie sospese recondite che mai potranno svanire.

Anni indietro, quando da piccolo, in una via storica della mia città natale, Campobasso, la mia nonna preparava quel gustoso pane caldo appena sfornato, pronto per ricevere una colata abbondante di crema alla nocciola.

Oppure quando mamma imbandiva la tavola con matterello, farina e acqua e ti coinvolgeva in quell'esperienza creativa, mascherata da gioco, che portava alla realizzazione di preziose prelibatezze da forno.

Molti ricordi d'infanzia e di gioventù sono legati non solo al pane, ma alla cucina in generale.

Oggi, proprio per l'isolamento, per l'impossibilità di recarsi a fare la spesa ogni giorno, per il maggior tempo a disposizione, in tanti stanno riscoprendo il valore ed il sapore del pane fatto in casa, della cucina casalinga.

Pizza, rustici, crostate, ciambelle, timballi, biscotti, cavatelli, ravioli, pasta fatta in casa e pane.

Si, il pane, un cibo semplice, umile ma indispensabile sulle tavole di tutti.

Che esperienza sensoriale fare il pane.

Mettere le mani in pasta, sporcarsi utilizzando il matterello, l'attesa della lievitazione, fare la croce su una pagnotta pronta per essere infornata, osservare la cottura graduale nel forno, tutto il procedimento della creazione del pane è un momento sublime, poetico.

Un momento in cui la famiglia si riunisce attorno ad un tavolo per collaborare ed intanto chiacchierare senza tv o dispositivi elettronici.

Un ottimo modo di cooperazione e gioco con i più piccoli che così possono apprendere giocando e giocare apprendendo in un'esperienza unica che ricorderanno negli anni, cosi come faccio io ora.

Ecco, in questi giorni, ogni volta che sentiamo il profumo di pane, in casa nostra o da quella dei vicini, fermiamoci un attimo a godere di questi momenti ed viverne a pieno le sfumature.

I ricordi passati, si intersecano con il presente, le emozioni raffiorano in superficie e si articolano con tutti e cinque i sensi.

Le mani impastano da sole, veloci e leggiadre, la mente divaga tra passato e presente.

Pochi minuti, il tempo scorre, il suono del timer ci riporta alla realtà, ecco,

il pane è pronto, caldo e fumante.


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.




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