• fahbro

Il Manifesto della Mia Decisione

Aggiornamento: lug 23

Questo il mio pensiero (e chi cazzo se ne frega direte) sul tema greenpass/vaccino.

Non sono un medico, ma un attivista che da anni cerca con cosciente consapevolezza di rendere il mondo un posto migliore attraverso scelte e valutazioni.

Non sono perfetto, quindi di cazzate e scelte errate ne ho fatte e ne farò a bizzeffe nella mia vita.

Non sono mai stato un fedele dei Big Pharma, anzi credo che essendo multinazionali mettano il profitto davanti a tutto.

E come tante altre multinazionali, nel mio piccolo cerco di boicottare o evitare.

Pertanto credo che il superamento dei brevetti dei vaccini sia fondamentale per uscire da questa situazione e rendere i vaccini accessibili in tutti i Paesi del mondo.

Ma mi sono informato e ho deciso.

Ho preso la Mia ponderata decisione.

La mia non è quella di tanti altri! Perchè nel mondo ci sono milioni di sfumature, di pensieri, di approcci.

Non esiste solo la dicotomia pro vax schiavi delle multinazionali del farmaco e no vax complottisti che vedono il male ovunque.

L’universo è ben più complesso e variegato.

Io ho scelto di vaccinarmi.

Sono vaccinato.

Farò la seconda dose a breve se non spirerò prima 😉 - solo per sdrammatizzare.

Ero anch’io tra i dubbiosi, ma poi parlando con amici medici (non personaggi della TV, ma persone a me vicine) ho compreso l’importanza di vaccinarmi.

Non perché temessi il Covid per me stesso (sono più o meno giovane e sano), ma per prevenire il contagio di persone fragili a me vicine e per evitare che il virus muti.

Da vaccinato, però, non credo che il Greenpass sia una soluzione.

Anzi.

Non fa che aumentare le tesi “complottistiche”, minare la fiducia nello Stato Democratico e alimentare la dicotomia da stadio/social a cui assistiamo da un anno pro vax/no vax.

Crea solo discriminazione e divisione nella popolazione.

Se nel ristorante o al bar o al cinema devo mostrare il “pass”, allora perché l’esercente non deve mostrarmelo?

Che incoerenza di una scelta politica bislacca.

Sono sempre stato aperto all’alteritá e all’altrui pensiero/azione finché questo non leda o minacci la mia o l’altrui Libertà.

Sono per uno Stato Libero e Democratico che tuteli ma lasci la libertà di scelta.

La mia libertà finisce dove inizia la tua, questa è

la Collettività.

Per questo sarei più propenso a fare un pass (vaccinazione o test negativo per chi non VUOLE vaccinarsi) per grandi eventi, come stadi/concerti/discoteche, solo per la tutela della salute pubblica ed evitare grandi clusters di contagiati che potrebbero mettere in difficoltà i sistemi ospedalieri (ci sono tanti malati NON Covid troppo spesso dimenticati da oltre un anno).

Durante i festeggiamenti degli Europei, durante la sfilata del Pride, durante lo scudetto dello Virtus ecc. ecc….il distanziamento e le mascherine dov’erano?

Non sono a favore dell’obbligo vaccinale generalizzato, come non lo sono mai stato per quello dei bambini (Emergenze Sanitarie a parte).

Ma durante una pandemia, casistiche delicate a parte, credo che alcune categorie di lavoratori debbano essere obbligati a tutelare e tutelarsi con il vaccino.

Penso agli insegnanti, ai dipendenti ospedalieri o delle RSA, quei luoghi (a differenza dei negozi o supermercati) nei quali non “scegli” di andare, ma sei obbligato a frequentare.

Un po’ come si chiede al pilota di aereo di fare un Test Psicologico per verificarne il suo stato mentale avendo “in mano” la Vita di migliaia di passeggeri al giorno.

Smettiamola di alimentare un dibattito bipolare isterico da stadio, vaccini si/ vaccini no, che è molto più articolato di quello che si può leggere sui social.

Smettiamola di pensare di essere sempre dalla parte giusta e il prossimo è sempre colui che sbaglia (spesso anche io sono caduto in questa trappola).

Smettiamola di alimentare divisioni e ghettizzazioni.

Accettiamo l’altrui pensiero e scelte diverse ma Confidiamo nella Scienza e nei vaccini (per chi ci crede) ben al di là del mero interesse economico dei Big Pharma.

Il Rispetto reciproco prima di tutto.

Non credo che la stigmatizzazione e la coercizione possano essere una soluzione.

Credo che ci voglia un’onestà intellettuale, una consapevolezza democratica e una chiarezza comunicativa di cui al momento (e da un anno e più) la Società è mancante.

Solo così possiamo uscirne fuori assieme, perché l’ignoranza, la polarizzazione del pensiero e la gogna social oramai sono endemiche.

E sono ben peggiori di qualsiasi Virus.

#NoPassNoParty

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