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Il manifesto della mia famiglia

Tutti e due abbiamo cambiato i pannolini a nostra figlia prima.

E poi a nostro figlio.

Abbiamo seguito l'inserimento a scuola della più grande insieme.

Ci sediamo sempre seduti per terra a colorare e giocare con loro.

Giochiamo con le bambole e con le macchinine allo stesso modo.

Giochiamo alla parrucchiera e ai "mostri".

Mettiamo lo smalto sulle unghie

Facciamo lavatrici e lavastoviglie.

Prepariamo la cena e facciamo la spesa tutti e due.

Spazziamo e laviamo il pavimento.

Facciamo addormentare i nostri figli e badiamo loro anche da soli a casa.

Indossiamo il viola e il rosa, il blue e il verde, tutti.

Nelle scuole dei figli non ci sono stranieri, ma compagni di scuola.

Non diciamo "pisello" o "patata".

Non ci sono botte, schiaffi o punizioni.

Ci sono conseguenze si.

Piangiamo, ci commuoviamo e ridiamo tutti.

Non siamo speciali.

Siamo una famiglia.

Allo stesso modo ci dividiamo i compiti e le mansioni.

Non c'è un bravo papà e una mamma che fa il suo dovere.

Non c'è un mammo.

Non c'è una mamma che faccia tutto da sola.

Siamo solo una mamma e un papà.

Non insegniamo ai figli che ci sono giochi e colori da femminucce e altri da maschietto.

Non facciamo distinzioni per Paese di nascita, cultura di appartenenza, religione o colore di pelle.

Non siamo speciali.

Siamo una famiglia.

Non ci sono compiti che fa la mamma e non il papà.

Non c'è una "mater" per la cura del matrimonio e un "pater" per il patrimonio.

Siamo praticamente intercambiabili, allattamento a parte.

Non siamo speciali siamo una famiglia.

Siamo semplicemente una famiglia.

Abbiamo scritto la nostra strada con il nostro credo.

Commettiamo errori e ci rialziamo.

Perché non esiste la perfezione.

Ma a nostro modo proviamo ad educare li esseri umani di domani.

Nel miglior modo che conosciamo.

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