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Il Potere dell’Acquisto

Troppo spesso spendiamo i nostri soldi senza farci domande sull’atto che andiamo a compiere.

Spendere del denaro è come spendere parte del nostro tempo, considerando il sillogismo lavoro/tempo.

Quando compriamo qualcosa, intendo qualsiasi cosa, stiamo supportando una determinata azienda.

Fattivamente, con i nostri soldi, diventiamo parte del fatturato della

tal azienda.

Contribuiamo a accrescere i profitti di x o y azienda.

A tutti gli effetti diventiamo “contribuenti” di x o y azienda.

Allora mi chiedo!

Siamo noi davvero pronti a sostenere tal azienda?

Per fare un parallelismo sociale è come se noi divenissimo cittadini/contribuenti di uno Stato che fagocita, sfrutta, impoverisce, muove guerre ai Paesi limitrofi o che competono con lui.

Diamo il nostro tempo a chi tempo, a furia di sfruttare per prosperare, lo sta togliendo a noi ed ai nostri figli.

Abbiamo idea di quale potere abbiamo nelle nostre mani quando spendiamo i nostri soldi?

Non voglio fare il moralista, ma solo far riflettere e meditare su come anche un semplice gesto quotidiano che compiamo, come acquistare cibo, carburante, t shirt, libri, musica, elettronica ecc, ha una ripercussione sul Pianeta che tutti condividiamo.

Il capitalismo e questo “modello economico-sociale” ha fallito.

Ha depauperato intere regioni del Mondo, ha sfruttato risorse, lavoratori, ha creato un nuovo schiavismo, ha creato un disequilibrio esponenziale tra Paesi, ha portato allo scioglimento dei Ghiacciai e all’innalzamento dei mari, ha deforestato, inquinato e depresso zone rurali del Globo.

Non abbiamo più tempo.

Ma c’è sempre tempo per fare la scelta giusta.


Ps: Non credo che il peso di una “rivoluzione” verde e più consapevole debba gravare sul singolo cittadino più che sugli Stati e Governi Centrali e gli Ultra Ricchi le cui scelte e consumi hanno un peso specifico ben maggiore e più gravoso.

Ma sono convinto che le singole scelte, come gocce in un oceano possano creare una marea, un movimento, un trend.


1 Comment


mariapinaparisi
mariapinaparisi
Nov 27, 2021

Io condivido il tuo pensiero, ma non completamente perché parto da un 'altra prospettiva forse meno globale e meno orientata al disastro ambientale ma più accentrata e preoccupata per le piccole e medie aziende, che si trovano in difficoltà per le nostre mutate, illogiche e pigre abitudini di acquisto.

La sempre più diffusa abitudine a comperare online, nelle grandi catene alimentari, disdegnando i piccoli negozi dove ancora trovi oltre ai sorrisi, alle relazioni improntate all'empatia, alla simpatia, alla battuta scherzosa, alla confidenzialità i prodotti nazionali, locali, genuini e buonissimi.

Poi penso che forse questa umanità ha paura proprio delle "relazioni",si chiude in una individualità che rasenta la misantropia e la fobia sociale e ricorre all'unico modo di evitare rapporti: l…


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