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23 Luglio - tributo alla Spiritualità Rasta

Oggi 23 luglio si celebra la nascita di Haile Selassie I, imperatore d'Etiopia e ispiratore Spirituale del movimento Rastafari. Non voglio fare proselitismi o convincere nessuno dell'importanza di questa figura politica e Spirituale per l'Africa e i popoli oppressi dall'Occidente.

Non voglio analizzare la Fede Rastafari ed i suoi fondamenti biblici reali e concreti.

Non sono la persona adatta e non ho le conoscenze per farlo.

Ma con umiltà e rispetto, oggi voglio solo rendere omaggio ad una figura di spicco dell'Africa, un politico, un Re, una guida spirituale. Un'ispirazione per molte persone e popoli le cui parole, riecheggiano ancora nella Storia.


Oggi pubblico un piccolo estratto di un famoso e rinomato intervento che il Re dei Re ha fatto alle Nazioni Unite nel 1936, accusando l'Italia fascista e la sua vile aggressione all'Etiopia.



30 GIUGNO 1936 - Ginevra.


"Io, Haile Selassie I, Imperatore d’Etiopia, sono qui oggi per richiedere la giustizia che è dovuta al mio popolo, e l’assistenza promessa ad esso otto mesi fa, quando cinquanta Nazioni affermarono che un’aggressione fu commessa in violazione dei trattati internazionali.

Non c’é precedente per cui un Capo di Stato parli in prima persona a questa assemblea. Ma non c’é neanche precedente per cui un popolo sia vittima di così tanta ingiustizia ed attualmente minacciato di essere abbandonato al suo aggressore. Inoltre, non abbiamo mai avuto esempio di un Governo che proceda a sterminare sistematicamente una Nazione con mezzi barbari, in violazione delle più solenni promesse fatte dalle Nazioni della terra che non sarebbe mai stata usata l’arma terribile dei gas venefici contro esseri umani innocenti. È per difendere un popolo che lotta per la sua antica indipendenza che il Capo dell’Impero Etiope é giunto a Ginevra per compiere il suo dovere supremo dopo aver combattuto in prima persona in testa alle sue armate.

Prego Dio Onnipotente affinché risparmi alle Nazioni le terribili sofferenze che sono state appena inflitte al mio popolo, e di cui i capi che qui mi accompagnano sono stati inorriditi testimoni.

È mio dovere informare i governi riuniti a Ginevra, responsabili quali sono della vita di milioni di uomini, donne e bambini, del mortale pericolo che li minaccia, descrivendo loro il destino che ha colpito l’Etiopia. Non è soltanto contro i combattenti che il governo italiano ha fatto la guerra. Ha attaccato soprattutto persone molto lontane dal fronte, al fine di terrorizzarle e sterminarle.(...)"


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