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Grazie Fibra per "Outro"

Aggiornamento: 13 apr

Sono passate già più di 4 settimane dall'uscita dell'ultimo lavoro di Fibra, Caos, per Epic Records.

Praticamente un'eternità, se ragioniamo in termini a cui i social e il mondo attuale ci hanno abituati.

Ma questo poco importa.

Ho pensato a cosa scrivere e perchè farlo.

Non voglio fare una recensione dell'album o fare una qualche apologia.

No.

Voglio solo mettere nero su bianco quelle che sono state alcune sensazioni.

Feelings che sono emersi dall'ascolto di una traccia in particolare, forse la più insignificante per molti.

Forse la meno ascoltata per i più perchè, proprio come dice lo stesso artista, ormai nessuno fa più gli Outro, non si ascoltano gli album dall'inizio alla fine.

Appunto parlo di "Outro".

Un beat trascinante, cassa e rullante in pieno stile boombap, un campione di piano con poche note tra il melanconico e il passionale.

Una produzione semplice ma ipnotizzante per la sua ripetitività che coinvolge, portandoti a dondolare la testa e seguire il ritmo.

Un lavoro perfetto cucito sul Tarducci da 2nd Roof in arte Federico Vaccari /Pietro Miano e T&O ovvero Oskar Hanak /Thomas Boesgaard.

Le rime incalzanti, il flow classico di Fibra, il tributo a Mac Miller, i ringraziamenti al team, un audio whatsapp sul finale.

Nessun ritornello ma solo il flow dei pensieri e delle rime.

Qualche pausa, molte barre.

Sembra di tornare indietro nel tempo, alla roba seria degli anni d'oro.

Ricordi gloriosi del rap, i tempi di Sangue Misto e Isola Posse All Star, Joe Cassano e Inoki, la Famiglia e Cosang, Colle der Fomento e Primo&Squarta. Le cassette scambiate per strada, i mixtapes autoprodotti, i passaparola e la leggenda del 2theBeat.

Pochi canali ufficiali da cui ricevere quella cultura che arrivava da oltreoceano, molti canali underground.

Dai più anziani ai più giovani, tutto veniva tramandato e insegnato.

C'è tutto in questa cultura di strada.

Sfida, rivalità, rivalsa, sudore e unione.

Ognuno di noi ha riposto sogni, sconfitte e progetti nel rap.

Chi l'ha vissuto in prima persona o chi l'ha solo sfiorato.

Immagini legate a questa o quella canzone.

Ognuno ha la sua preferita, iconico sottofondo di quei momenti che conserviamo con il cuore.

Le crew per strada, i freestyle e le battle improvvisate, le comitive che si sfidavano a suon di Air Flare, Windmill o Turtle.

Periodi andati in cui non c'era Spotify o altri servizi di streaming, ma solo cd masterizzati o cassette autoregistrate e solo per i più fortunati quelle originali.

Quando un pezzo come "Outro" potevi ascoltarlo a loop dopo aver goduto di tutto l'album senza distrazioni.

Pensieri che si susseguono mentre ascolto il brano, come in un viaggio temporale.

Non sono mai stato un Mc, o un Breaker oppure un Writer.

Ho sempre e solo studiato questa cultura prima da fan e poi da "promoter" o meglio da "soundboy". Ma come il reggae, anche il rap mi ha segnato e insegnato.

Così questa sera ho fatto questo viaggio con "Outro" tra parole, rime, immagini e musica.

Ero ragazzino e mi emozionavo con Uomini di Mare, ora sono un padre di famiglia e mi elettrizzo ugualmente e con lo stesso entusiasmo per questo "Outro".

Un sapore di passato che schiaffeggia il presente.

Ringrazio Fibra, anche se forse non leggerà mai questo mio tributo.