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Giorno 18 - Dolcemente Viaggiare

Aggiornato il: apr 6

Questa mattina ho avuto due flashback molto nitidi...

Il primo riguardava il viaggio prenotato a Lisbona, il primo per mia figlia.

Volevamo celebrare i suoi primi mesi, facendole fare il suo primo viaggio.

Anche se non si sarebbe ricordata nulla, ma sarebbe rimasto un gioioso ricordo per noi genitori, da raccontare a lei.

Purtroppo proprio in quei giorni si affacciava in Italia questo maledetto virus.

Ne avevamo sentito parlare nei notiziari su ogni rete, nel mese di Gennaio, ma come di una remota influenza polmonare cinese.

Una di quelle malattie da sovrappopolazione cinese che non avrebbe mai sconfinato e invece...

Chi avrebbe immaginato che in meno di un mese sarebbe arrivato anche in Italia sconvolgendo tutto?!

Esattamente tra la fine di Febbraio e gli inizi di Marzo, da genitori, in maniera responsabile, seppur a malincuore, decidiamo di cancellare il nostro viaggio.

Rinunciamo al volo che ovviamente Ryanair si rifiuta di rimborsare perchè secondo i suoi standard non c'è un'emergenza reale, ma otteniamo il rimborso Airbnb (impeccabili come sempre).

Come noi, milioni di passeggeri rimangono a terra....

ll secondo flashback, invece, mi è venuto sotto la doccia e riguarda sempre un viaggio.

Questa volta, però, un viaggio fatto mesi addietro a Torino.

Le passeggiate per il centro, le visite nei luoghi storici, il profumo della spensieratezza dell'essere in vacanza, il programmare visite e tappe.

Mi è venuta la malinconia, tristezza e nostalgia.

Eh si, chissà quando torneremo a poter viaggiare.

A visitare luoghi più o meno remoti, a scoprire usi e costumi, cibi e tradizioni di altri paese e popoli.

Provare quella splendida sensazione di novità, di sentirsi straniero, voler conoscere ed esplorare.

Fremere per l'attesa del domani, fremere per la visita a quel museo, mausoleo o luogo storico di cui abbiamo sentito tanto parlare o di cui abbiamo letto articoli su internet.

Il viaggio dona nuove esperienze, nuovi bagagli, non solo dovuti ai luoghi che visitiamo, ma anche legati alla compagnia con la quale viaggiamo.

Conosciamo il nostro compagno oppure se siamo soli impariamo a conoscere meglio noi stessi.

Partire vuol dire tornare a se stessi ma con una consapevolezza diversa.

Ci aiuta a superare nostre paure e pregiudizi verso noi stessi o gli altri.

Quante volte siamo stati colpiti da un luogo sconosciuto o davvero poco turistico, sperduto magari nell'entroterra?

Ed al contrario, quante volte siamo stati delusi da posti o città blasonate?

Mamma quanto mi mancano queste sensazioni.

Mi manca tornare dai viaggi e fare un bilancio dei pro e contro, mi manca sentire l'emozione di prendere un treno, un aereo, oppure la macchina e macinare km.

In fondo viaggiare è la meta stessa, viaggiare è l'esperienza insita nello spostarsi.

La dolcezza di un viaggio e della scoperta tornerà presto nelle nostre vite, ne sono sicuro.

È un pò come mangiare un dolce dopo la Quaresima o una lunga rinuncia, avrà un sapore ed un gusto più intenso e duraturo.

Per il momento non possiamo viaggiare fisicamente, però abbiamo la possibilità di intraprendere un'esplorazione profonda dell'io.

Possiamo sederci e meditare con della buona musica di sottofondo, sperando di diventare persone migliori, nell'attesa che questo sacrificante isolamento passi.

E passi in fretta.

Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.



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