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Giorno 52 - Scarti

Assurdo vedere come l'essere umano non cambia.

Anche in una situazione di pandemia e di auto analisi.

E' un "animale" cosi altezzoso e così sicuro di sè.

Certo che in tutto il creato nessuno sia al di sopra.

E ovviamente nulla ha un valore più alto.

Questa specie è cosi presuntuosa che si permette di non apprendere dai propri errori.

Una specie cosi ottusa di non accorgersi delle proprie cattive abitudini e malcostumi.

L'essere umano è tanto menefreghista che non riesce a muovere un minimo di autocritica.

Potremmo quasi dire, che non ha imparato nulla o poco dalla Storia.

Dal proprio passato, e dagli sbagli dei propri predecessori.

Le guerre non hanno insegnato nulla.

I totalitarismi non hanno insegnato nulla.

Lo schiavismo non ha insegnato nulla.

E probabilmente nemmeno questo virus avrà insegnato nulla.

È triste e vergognoso allo stesso tempo.

Oggi, mentre camminavo per la solita passeggiata figlia, moglie, cane mi osservavo intorno.

Eravamo in una zona vicino casa immersa nel verde.

Apparentemente distante da case, negozi, centri commerciali o supermercati..

Eppure sono riuscito ad vedere il segno del passaggio umano.

Un paio di guanti di quelli trasparenti da reparto frutta&verdura a pochi metri da un secchi della spazzatura.

Poco più avanti, una bella mascherina di quelle chirurgiche.

Siamo l'unico essere sulla Terra, che nemmeno quando viene minacciata la sua specie ed il suo "ecosistema" (leggasi sistema nda) riesce a ravvedersi.

Scarti....

Scarti dell'essere umano ovunque.

L'impronta distruttrice dell'essere umano è sempre presente.

Non riusciamo a rispettare ciò che ci circonda, né a rispettarci reciprocamente.

Ci perdiamo davvero in un bicchiere d'acqua.

Penso al gesto di buttare a terra una carta, un mozzicone di sigaretta, un guanto o peggio una mascherina.

Cosa passa nella testa di certi individui.

Come non si può pensare alle ripercussioni che piccoli gesti cosi avranno sulla natura, su noi stessi, ed anche sui nostri figli o nipoti.

E nemmeno ora, nelle nostre condizioni riusciamo a comportarci in maniera civile.

Che ne sarà il 4 maggio quando si riaprirà parzialmente qualche attività commerciale e sociale?

Se non riusciamo a manifestare un minimo di civiltà nemmeno in un semplice gesto, come quello del cestinare correttamente spazzatura senza disperderla nell'ambiente, davvero come potremo essere attori civili di una nuova socialità?

Allora penso che già abbiamo dimenticato i momenti bui di questo virus, di questo isolamento.

Penso che abbiamo come sempre fatto vuoti propositi.

Speso vane parole.

Comportandoci ancora una volta da essere umano.

Spaventato e pronto a cambiare quando è messo alle strette,

ma subito pronto a ritornare sui suoi passi appena passa la paura o il pericolo.

Forse così tutto tornerà come prima.

Nulla di più.

Niente di diverso.

Purtroppo.


Il rispetto prima di tutto, #restiamoacasa.

RESTIAMO UNITI.

F.



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